Just another battle to win

26 Jan

Rieccolo, uno di quei momenti in cui il tempo per un attimo soltanto si ferma e tu senti che qualcuno ti ha come scattato una foto. Lo ricorderai così, quel momento, o quella sensazione, con quell’immagine ferma nel tempo. Un presente istantaneamente archiviato  come passato.

E così oggi ho fissato, così chiaramente quanto inconsapevolmente, una delle mie immagini americane, che porterò sempre dentro come un ricordo di questa storia.
Stavo rientrando a casa, verso le 7, con il cielo già buio e carico di neve per il giorno seguente (strano). Un viaggio in metropolitana di quelli che sembrano non finire mai, nonostante il percorso fosse quelli di sempre, museo-casa.
Una stanchezza mai provata, sfinita, mi sentivo una vecchia di cento anni, per via, credo, del freddo, della neve, delle strade, della gente, dei rumori, del computer, delle luci di questi giorni.
Uscita dalla metro mi sono trovata come sempre a salire quelle scalette umide di neve sciolta che portano sulla 7th Ave. Un passaggio piuttosto stretto, che ho percorso costeggiando il lato destro, aggrappata al corrimano. Avevo gente davanti e dietro. Poi, nel breve spazio di un attimo, sul lato sinistro si è formata una fila di altre persone che salivano in fretta, così vicine a me.
Ero circondata da persone sconosciute, davanti, dietro, di fianco, tutti mi sembravano vestiti di nero, tutti erano più alti di me, e salivano veloci. Ho provato come un senso di vertigine ed è stato lì che ho visto ME, quasi rannicchiata in mezzo a tutta quella gente, così piccola, intrappolata in quella salita infinita. Non avevo paura, non avevo freddo, non ero più stanca, ma ero, semplicemente, sola.

8 Responses to “Just another battle to win”

  1. france nyc January 27, 2011 at 7:37 pm #

    Sara capitato anche a voi, no?, di trovarvi in un momento-ricordo?? Che ne so, quando avete visto Azzurro sull’altare, quando avete abbracciato un Matteino per la prima volta, quando IL vostro amore vi ha piantati sul cancello per non tornare mai più … quando avete visto i Re Magi … me lo raccontate? Che oggi sono un po’ moscia …

  2. gori valentina January 27, 2011 at 11:04 pm #

    il mio momento ricordo quando la nera è venuta a chiamarci in cucina per avvisare che stava per partorire, scodinzolava con il suo mozzicone di codina , treppieggiava con le zampette davanti e guardava con i suoi occhietti a spillo… di li a poco sono arrivati la giuggy e gli altri 4 giuggyni.

  3. FEDERICA January 28, 2011 at 11:42 am #

    Il mio momento o meglio i miei momenti ricordo sono quando ho fatto nascere le mie nanette… quel dolore immenso quasi insormontabile la paura di non farcela a controllarlo e poi quell’ultima spinta e la mia vita che è cambiata per sempre così, in un attimo… la prima volta che ci siamo guardate negli occhi e che si sono addormentate sul mio petto ancora tutte sporche dal parto.

  4. Biancaneve January 28, 2011 at 7:27 pm #

    Eh si, è successo anche a me: per un attimo riesci a vederti nel futuro, mentre “ricordi” quel momento preciso…per me è legato a momenti di malinconia, quando è l'”ultima volta” di qualcosa, o quando hai paura che sia l’ultima volta…quando pensi e osservi tutto con più intensità e cerchi di “vederti” dall’esterno. La solitudine è un momento di intima autoconsapevolezza, un silenzioso sguardo dell’anima sul corpo. Ma poi ti accorgi che eri in pausa e devi rispingere il tasto “play”.
    Un bacetto e un abbraccio stritoloso, spero che ti faccia sentire un pò meno sola🙂

    • france nyc January 30, 2011 at 4:48 am #

      Biancaneve cara, sei sempre così leggiadra e profonda.
      Ricordi le nostre belle letterine – prima cartacee poi digitali?
      Oggi raccontavo a Glenda di te e Azzurro, e del cancello galeotto🙂

  5. ILARIA January 29, 2011 at 9:59 pm #

    mamma mia se e’ capitato, diverse volte direi che ho anche difficolta’ a raccontare, legate a quando ero sola a studiare fuori citta’ senza veri amici su cui contare, ma poi a ragione Biancaneve, appena mi rendo conto che posso essere sola in certe situazioni, dove il panico potrebbe prevaricare e diventare cosi’ carne per gli altri e’ li’ che premi play e ti riattivi per non essere schiacciata ed e’ li che devi fare leva su te, sulle tue capacita’ e su quello che sei.
    Oddio…ma che sto a di’ qui e’ guasi mezzanotte, scusatemi dello sfogo!!!

    • france nyc January 30, 2011 at 4:40 am #

      Si hai ragione, in effetti questi altri miei momenti sono quasi sempre legati a stati d’animo turbolenti, non sereni.
      A parte, forse, quella volta che per la prima volta qualcuno mi ha detto ti amo. Ma prima o poi gli cascherà per terra, e sono sicura che, rimbalzando, gli si ficcherà nel culo. Amen. Ups … si può dire???

      • ILARIA January 30, 2011 at 9:48 pm #

        se pò di , se pò di!!!

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