Live from MJH

23 Feb

Omofobica misogina ed intollerante meccanicista. E’ piucchealtro una questione di sopravvivenza. Chi lavora al famoso ‘pubblico’ mi capisce al volo.

Eppure a volte, ma raramente, mi rammento di quale inesauribile fonte di ispirazione e arricchimento siano gli altri. Conoscere tutti questi nuovi individui – n.d.r. leggere con il naso storto, pronunciando con una certa riluttanza, come di fronte a qualcosa che proprio non ti va di toccare – e’ stato, e continua ad essere, fantastico. Imparo ogni giorno quanto di vario e stupefacente possa esserci nel mondo: me ne sento parte e, al contempo, particella remotissima.

Tipo stamani Itaj ci raccontava (pausa pranzo) di Israele. Lui ha fatto il servizio militare in marina (che non e’ la fia che ti vorresti […]: watch?v=3XEN9Hdpd_o] ) e insomma, non e’ proprio come il nostro. Tanto per cominciare l’esercito riceve il tuo curriculum scolastico e sei stato una capra, ma soprattutto se, ovviamente, hai dimostrato di essere indisciplinato e di avere scarsa attitudine all’obbenienza verso i superiori, non sei accettato. O perlomeno, non sei il benvenuto. Insomma, ti mandano a tagliare l’erba nel campino. Mi ricordo invece di quando Luca mi raccontava del test psico che gli fecero alla visita … mammolette!

Ci diceva poi che ogni reparto ha il proprio nucleo di intelligence (ma forse anche da noi e’ cosi’) e che questi lavorano quasi esclusivamente con le intercettazioni: chi lavora nell’intelligence di solito parla diverse lingue e sicuramente parla l’arabo. E’ ovvio e normale, lo so, ma di fronte allo scenario che si sta preparando proprio in questi giorni, certe informazioni suscitano soprattutto una certa inquiedune, anche quaggiu’ dove dei fatti mediterranei non si sente che un eco remotissima.

Come che ve frega?? Nulla, era cosi’, per fare conversazione. Nella mia mitologia dell’uomo forte trovare un soldato dell’esercito israeliano (leggi=co’ du palle cosi’) e’ una cosa abbastanza significativa. Considerati gli uomini della mia vita … ormai e’ facile, quasi automatico, sperare che almeno coloro che sono ‘duri’ per dovere riescano in qualche modo a prendere il vizio e ad esserlo anche nella vita sociale. Come che ve frega? Si’, in effetti questa e’ un’altra storia …

Vi sarete allora accorti che sto scrivendo dal museo: non ho lettere accentate! Ho dovuto usare gli apostrofi.

Mmmm. E niente. Insomma aspetto l’ora di uscire, che dovrei vedere le bimbe per un aperitivo a Wall Street. Ho voglia di un moscato madonnina, non se ne trova uno buono a pagarlo oro!

Nell’attesa, ho scattato con Google Earth una foto dell’esterno della mia casina, just to remind me. Peccato che si sono dimenticati di disegnarci la neve, perche’ e’ ancora tutto bianco:

3 Responses to “Live from MJH”

  1. ILARIA February 25, 2011 at 9:13 am #

    A però che casina!!!

  2. FEDERICA February 27, 2011 at 6:52 pm #

    nonostante tutto a luca poi non lo hanno mica preso? o si?

    • france nyc March 5, 2011 at 6:14 am #

      Si credo di sì, ma quella era la 23a volta che ci eravamo lasciati e credo che nel frattempo fosse già iniziata qualche altra storia per lui…

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